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Mini Round Sardinia Race _ Diario di Bordo

Mesi complessi. Lavoriamo tanto sull’organizzazione della Cap Cagliari e della Round. La Cap non la facciamo, ma la Round si e la data si avvicina, rapidissima. Una settiman prima dello start al Cantiere Barbini si lavora ancora sul bulbo di POLUS, sofferente dopo l’incontro con un corpo morto, mentre Carlo fa il possibile perchè manovre fisse e correnti siano in ordine. Insomma, il solito ritardo…anzi peggio direi. La mattina dello start issiamo per la prima volta la nuova randa e questo la dice lunga, comunque ci sta e anche se a fatica passa addirittura dal feeder. Siamo a cavallo.

ph©robertomarci.com

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Si esce, per ultimi perchè tanto mica ci serve fare i primi due bordi della stagione prima di 500 miglia di regata…issiamo randa, arriviamo sulla linea e chiamano i 5 minuti. START!!! Con due mani e solent il gintino, con grande orgoglio battezzato VOLPONI LEGNAMI per la regata, sta benone. Passiamo il disimpegno terzi in 15/18 nodi di maestro, rispettivamente dietro Sideral e Illumia e clamorosamente issiamo praticamente per primi lo spi medio, forse qualche secondo dopo Tortuga…mure a dx bordo fuori, direzione Cavoli.

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Tutti rimangono sullo stesso bordo mentre noi strambiamo dopo poche miglia per andarci a prendere buono e pressione verso Capo Boi. Ristrambiamo ancora distanti dal Capo e la sensazione è ottima, siamo di fatto davanti a tutti…così, tanto per dire alla flotta che siamo a casa nostra.

11297106_865473656823875_338682968_oDopo qualche miglio, prima di incrociare su Sideral, parecchio indietro al nostro rilevamento, parte l’attacco alto della volante rifatto il giorno prima, spariamo SPI in zero secondi prima che l’albero vada giù, un po’ di confusione e ci ritroviamo a recuperare da poppa tutto il medio finito in acqua. Rimaniamo sulle stesse mura, lascatissimi e in pochi secondi Carlo è in testa d’albero con il necessaire per rilegare tutto. Vediamo prima Fornaro e poi gli altri sfilarci davanti mentre a vele bianche procediamo su un bordo che ormai è pure solo a perdere…pazienza. Carlo è il solito genio e neanche dopo mezz’ora dalla rottura riissiamo spi per il bordo sui Cavoli, siamo larghissimi ormai e facciamo tanta strada più del necessario ma passiamo comunque davanti a molti.

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Stringiamo su Serpentara e via per una bolinona larga particamente costante fino qualche miglio da Bellavista dove verso le 2 del mattino l’aria cala vistosamente…soffriamo come tutti ma uno ainoi ancora di più, Tamas su Banzai rompe proprio affianco a noi la drizza randa al traverso di Capo Ferratto ed ora probabilmente sta riormeggiandoo ai Canottieri. La bolla non dura troppo e ripartiamo fino a doppiare Monte Santo con ancora buona pressione che cala proprio all’ingresso del Golfo di Orosei.Qualcuno la vede lunga (Sideral) e fa il bordone fuori a cercare l’aria della piccola depressione a sud-est della Corsica, e fa bene. Qualcun’altro rimane in mezzo mentre noici buttiamo sotto, scelta sconsiderata ma se non sei li e non vedi il vento non puoi mai sapere. Paga e usciamo da Orosei quarti assoluti, mezzo miglio davanti a Tortuga di Andrea Iacopini e Tommaso Stella. Bordeggio e virate in pochissima aria fino a Capo Comino, non molliamo un metro. Sale un po’ di ondina e sbattiamo, serve potenza: code0 e continuiamo, e ancora non molliamo un metro. Molarotto davanti a noi…diventerà un incubo, Tortuga ancora mezzo miglio dietro. Cala tutto e impiaghiamo 6 ore per uscire da Tavolara ma ci prendiamo davvero un grande margine sugli inseguitori e alle prime luci dell’alba incrociamo Peter Pank. Comincia un duello memorabile con Pilar che rimarrà personalmente nei miei ricordi. Incrociamo lungo tutto l’avvicinamento alla passe di Razzoli in aria calante fino a trovardi a bolinare su un mare completamente piatto in aria inesitente. Sembra un rallentatore…’Passo io o passi tu?’…’Creo che passo io….’ bordeggiamo vicinissimi per tutta la mattina fino a quando su un bordo a uscire Pilar si pianta e noi sul bordo a terra prendiamo un buono pazzesco che ci porta praticamente fino a Razzoli….Carlo fa una faccia strana, odore di bruciato, entriamo sottocoperta, MERD!!! c’è fumo! Cerchiamo rapidamente di capire il problema e mi ripassano davanti tutte le indicazioni di Paolo Vianson durante il corso ISAF appena organizzato…stacchiamo i pannelli e batterie e identifichiamo il problema. Il fumo proviene dal quadro stagno inapribile dei comandi in pozzetto. Decisione rapida: TAGLIARE. Si procede dunque senza pilota, senza luci di via e senza luce in coperta sulle vele di prua…che vuol dire niente filetti di notte e niente dati vento visto che il windex al buoi notoriamente non si vede…Proseguiamo. Non c’è aria ma noi filiamo con il nostro solo apparente a 2 nodi costanti, sembra nulla mi direte, ma basta per passare le bocche con 2 ore di vantaggio dagli inseguitori. Siamo terzi, principio d’incendio risolto e molare alle stelle. Siamo all’Asinare all’una di notte e usciamo nel Mar di Sardegna con un leggero Libeccio in evidente aumento. Decidiamo di prenderci lo scarsone ad uscire per cercare di prendere quanto prima la rotazione a Ovest e tenerci comunque distanti da costa. Viriamo alle 4 del mattino mettendo la prua a Sud e comincia quello che si rivelerà un giornatone. Classico ingresso del Ponente e rotazione a salti fino a Maestrale, 20-25…raffiche a 30, mare in aumento. Due mani alla randa e frullone…ancora non abbiamo il code5 che sarebbe opportuno ed il nostro medio è proprio troppo grasso…surfiamo e straorziamo che è una bellezza alternandoci ogni 5 miglia al timone…turni di massimo mezz’ora in un continuo feeling con barca e mare. Capiamo sempre meglio come portare Volponi Legnami e dopo le prime 30/40 miglia le straorze cominciano davvero a diradarsi fino a sparire. Non si lavora col vento ma con le onde, stranamente capisco rapidamente il gioco, aiutato dalla mia antica anima da onda, e le surfate durano centinaia di metri in un mare non certo enorme ma sicuramente severo. Alle 19 siamo al traverso di Carloforte, potentissimo. Fradici, distrutti subiamo un pochino il contraccolpo della vacation delle 19. Tortuga davanti cammina meglio di noi su queste condizioni e abbiamo ancora da scendere sul Toro fino poi almeno a Spartivento su 25 nodi costanti al lasco. Non molliamo e continuiamo con turni un po’ più lunghi per concederci qualche ora di recupero. Passiamo abbastanza sotto Spartivento con ancora una bella aria,in calo girato il capo ma mai assente. Timono da Nora fino ai Cavoli, nella solita rotazione da bolina a lasco… è il turno più faticoso che ricordo da quando navigo. Passiamo i Cavoli con 2 ore di ritardo da Iacopini e Stella e ovviamente ci buttiamo sotto costa…non basta e manteniamo lo stesso distacco. Arriviamo dopo 4 giorni, 1 ora e 4 minuti. Non sappiamo il risultato, attanagliati dal dubbio che in costa ovest tutti ci abbiano passato…all’uscita del porto arriva il gommone: siamo TERZI!!! Podio Serie ma sopratutto grande prestazione della barca e direi anche nostra. Nonostante l’allenamento inesistente abbiamo gestito in maniera ottimale le risorse e guadagnato sempre dove era possibile farlo facendo camminare davvero tanto la ragazza. Una grande regata…indimenticabile!